Essere al via alla Le Mans Classic vale già di per sé una stagione. Ma naturalmente la voglia vien mangiando, perciò poi ci si pongono gli obbiettivi successivi. Primo fra tutti, ovviamente, vedere la bandiera a scacchi! Che in una maratona come la classica francese, sulla distanza delle tre manche di un’ora ciascuna, di giorno e di notte, e su un tracciato dalle medie elevatissime dove si “tira il collo” a vetture con oltre mezzo secolo sulle spalle, non è affatto scontato!
Quindi la spedizione a Le Mans di Alfa Delta, che ha portato al traguardo le due Giulietta SZ “Coda tronca” del 1961 schierate nel “Plateau 3” (auto costruite dal 1957 al 1961), può senz’altro essere archiviata come una missione compiuta!
Ma certamente, una volta passata la bandiera a scacchi si guarda anche alla classifica finale, che può rappresentare la ciliegina sulla torta. Ed anche in questo senso, pur con qualche fuori programma, i piazzamenti finali delle due “Giuliettine” Alfa Delta sono più che soddisfacenti, soprattutto pensando che le due vetture della squadra varesina avevano la cilindrata più piccola dell’intero lotto di ben 75 vetture. La SZ #57 di Antonio Carrisi e Roberto Restelli, ai quali si sono aggiunti Jean Luc Papaux e Jacques Sandoz dopo la rottura del motore in prova della loro TZ che non ha potuto prendere il via, si è piazzata al 30.mo posto assoluto, nella classifica per indice di performance, mentre la SZ #75 pilotata da Mathias Korber, Christian Ondrak e Bernd Georgi, ha concluso 38.ma.